Il Prodotto
Il PE60 è un prodotto innovativo, coperto da due brevetti e frutto di tre anni di ricerca, analisi di laboratorio e prove industriali. Si tratta di un materiale composito granulare, dato dall’agglomerazione di due elementi: il biocarbone e la plastica riciclata derivante dal trattamento meccanico del PolyAl.
Destinato all’utilizzo nei forni ad arco elettrico che riciclano i rottami ferrosi, il PE60 nasce per essere l’agente schiumogeno e riducente più sostenibile al mondo, definendo un innovativo approccio in cui filiere industriali apparentemente lontane si integrano per risolvere i rispettivi problemi e consegnare alla future generazioni un futuro migliore.
Biocarbone
Il biocarbone è un materiale rinnovabile. È ottenuto dal trattamento di biomassa approvvigionata in modo sostenibile. A seconda della biomassa utilizzata e del trattamento subito, il biocarbone acquisisce proprietà chimiche specifiche che lo rendono un materiale di primario interesse per una varietà di applicazioni. Da decenni il mondo della ricerca e l’industria siderurgica studiano come poterlo utilizzare per sostituire il carbon fossile insufflato nei forni ad arco elettrico. Tali sforzi si sono scontrati con le cruciali problematiche che affliggono il biocarbone:
- Sicurezza
- Difficoltà nella movimentazione e manipolazione
- Problematiche di insufflazione
- Limitata reattività chimica con la scoria
La tecnologia alla base del PE60 nasce per risolvere tutte queste problematiche e consentire un utilizzo sicuro ed efficace del biocarbone.
Un materiale rinnovabile
Il biocarbone è una risorsa rinnovabile e climaticamente neutrale poiché ottenuto da biomassa approvvigionata in modo sostenibile. L’uso di biomasse residuali crea sinergiche integrazioni tra settori lontani e rafforza il benefico impatto ambientale del biocarbone.
Creazione di valore
Grazie al PE60 della biomassa oggi usata come combustibile può essere destinata all’uso come materia prima. Residui, come la segatura prodotta nella lavorazione del legno o i prodotti della manutenzione forestale, possono essere sottratti ad usi energetici ed essere invece valorizzati per l’unicità che li contraddistingue: la biomassa è la sola, preziosa, fonte di carbonio rinnovabile a disposizione dell’umanità.
Infinite possibilità
In base alla biomassa di partenza e al trattamento termico applicato, il biocarbone acquisisce diverse proprietà chimiche. Grazie al PE60 è possibile far uso di qualsiasi tipo di biocarbone, con immediatezza e semplicità, scegliendone le caratteristiche in funzione dei meccanismi di reazione che si vogliono generare all’interno del processo siderurgico. È inoltre possibile miscelare diverse tipologie di biocarbone all’interno del PE60, così da confezionare il prodotto ideale.
Plastica riciclata e PolyAl
I cartoni per bevande (anche noti come tetrapak) sono tra gli imballi più diffusi al mondo. La loro particolare nonché geniale struttura consente un’ottimale distribuzione e conservazione di liquidi deperibili quali latte, succhi di frutta e salse. Si tratta di un materiale poliaccoppiato costituito da carta, plastica e alluminio.
I cartoni per bevande una volta conferiti alla raccolta differenziata sono separati e inviati a cartiere specializzate che ne recuperano la frazione cartacea per trasformarla in nuovi prodotti. La residua frazione di plastica e alluminio è invece concentrata in uno scarto chiamato PolyAl, oggi destinato primariamente al recupero energetico o al conferimento in discarica.
Il PolyAl può essere trattato meccanicamente al fine di ottenere plastica riciclata di alta qualità, idonea a condurre un processo di agglomerazione stabile ed efficace con il biocarbone.
In virtù delle sue caratteristiche chimiche e fisiche, la plastica riciclata derivante dal PolyAl è il materiale polimerico ideale per la produzione del PE60.
Un modello globale
Le acciaierie che riciclano i rottami ferrosi sono presenti in tutto il mondo e destinate a moltiplicarsi nei decenni a venire. Generando una domanda consistente e regolare di PE60, le acciaierie possono stimolare le cartiere a trattare i cartoni per bevande e, in cascata, tutta la filiera della raccolta differenziata, soprattutto in quei luoghi dove tale imballo non è ancora avviato a riciclo.
Ad oggi il 73% dei cartoni per bevande (3,5 milioni di tonnellate annue) non è avviato a riciclo.
A livello europeo l’obiettivo dei produttori di cartoni per bevande è arrivare a riciclare annualmente oltre 500.000 tonnellate di carta e 250.000 tonnellate di PolyAl entro il 2030.
Prezioso alluminio
In virtù della sua eccezionale affinità per l’ossigeno, l’alluminio è usato nelle acciaierie che riciclano i rottami ferrosi per assolvere a funzioni ambientali e metallurgiche. Circa il 10% in peso della plastica riciclata è costituito da alluminio. Il riciclo del PolyAl e l’utilizzo del PE60 consentono quindi di recuperare un prezioso metallo che andrebbe altrimenti sprecato.
Plastica rinnovabile
I cartoni per bevande vedono un contenuto in plastica rinnovabile in costante crescita. Nel 2023 l’8% della plastica usata dal principale produttore è d’origine biogenica, avendo imesso sul mercato 10,4 miliardi di confezioni e 12,6 miliardi di chiusure realizzate con bioplastica (con una crescita rispetto al 2022 rispettivamente del 18% e 6%). La bioplastica si aggiunge quindi al contenuto in materiali rinnovabili e climaticamente neutrali presenti nel PE60 portando ad un prodotto le cui emissioni di CO2 si ridurrano nel tempo con l’evoluzione dei cartoni per bevande.
PE60: un prodotto che guarda al futuro
Tramite un avanzato processo di agglomerazione si ottiene il PE60, un compound tecnico dalle caratteristiche uniche:
DECARBONIZZAZIONE
MATERIALI RINNOVABILI
QUALITÀ
PULITO
CIRCOLARITÀ
SINERGIE
Una continua collaborazione con le acciaierie
Pipex Energy collabora strettamente con le acciaierie al fine di sviluppare formulati del PE60 personalizzati per ciascun sito produttivo. L’ingegnerizzazione è finalizzata al definire le caratteristiche chimico-fisiche dei materiali che meglio si adattano al tipo di forno, agli acciai prodotti, alle pratiche adottate e ai sistemi di insufflazione installati. Così facendo è possibile ottimizzare il funzionamento del PE60 e ottenere il massimo beneficio ambientale.